"Amomamma è un libro sorprendente non solo per la sostanza, per i frammenti di vite e di saperi che ci consegna, ma anche per la sobrietà e la profondità di un singolare approccio epistemologico, cioè di uno sguardo capace di sondare un mondo molteplice e vivo, anzi due mondi, due parole differenti, due oggetti, due forme, due strumenti, due concetti, indagati e registrati nella loro relazione e reciprocità: il tatuaggio e il carcere."
dalla Prefazione di Nichi Vendola
"In carcere, il corpo acquista una dimensione assoluta. In una drammatica contraddizione che ogni detenuto sperimenta, il corpo viene troppo spesso sottratto e alienato a decisioni altrui. Ma rimane al contempo la sola cosa di cui realmente si resta in possesso. È il corpo, insieme al tempo e al simbolo, il primo dei tre concetti che possono permetterci di seguire il crinale tra carcere e tatuaggio."
dalla Postfazione di Susanna Marietti
“La pelle rimane l’unica cosa che non si può strappare ai privati della libertà, già espropriati di uno spazio fisico privato e della privacy. Nessuna perquisizione in cella potrà mai cancellare l’immagine dell’amato cane che si è dovuto abbandonare al momento dell’arresto: è stampata sul corpo.”
al progetto AMOMAMMA